Opera Omnia
Caratteristiche
dell’Opera
All’arte di Giovanni Pierluigi da Palestrina, ammirata da pontefici, regnanti e cultori, e ascoltata per secoli nei templi e nelle corti di tutto il mondo, lo Stato Italiano dedica una Edizione Nazionale, che riflette i più aggiornati orientamenti del mondo degli studi musicali e musicologici in materia di edizione filologica della musica antica.

Giovanni Pierluigi da Palestrina
“Convinciamoci che il testo detiene la supremazia sulla tradizione esecutiva
e perciò restituisce l’arte, non la sua vicenda artistica.”

Struttura dell’opera
Una triplice veste editoriale
I due precedenti Opera Omnia (l’ottocentesca di Lipsia e quello edito a Roma, portato a compimento nel novecento da Lino Bianchi), pur nella loro insostituibile validità vengono quindi arricchiti da una nuova edizione critica, che vuole essere strumento di esecuzione e interpretazione storicamente coerenti, offerto ai gruppi corali specializzati e alla comunità musicale e musicologica internazionale.
L’edizione nazionale delle opere di Giovanni Pierluigi da Palestrina, prevista in quarantanove volumi, con cadenza editoriale di uno-due volumi all’anno, si connota per la triplice veste. Ogni volume contiene infatti, oltre alla introduzione, ai criteri editoriali e all’apparato critico:
L’edizione Moderna
La nuova edizione moderna si distingue per una peculiare vocazione semiologica.
Su questa via coglie la necessità di offrire una definizione della scrittura quanto più possibile aderente alla semiografia originale e coerente con le esigenze di interpretazione filologica e storica della musica palestriniana.
In modo specifico sostiene l’urgenza di definire una partitura che prescinda dall’intento di assumere soluzioni in base al principio della riconversione della scrittura, al solo scopo di favorire l’intelligibilità in chiave moderna del testo antico.
Infatti, se da una parte ci rende fungibile l’antica semiografia attraverso una notazione avente i requisiti della scrittura musicale odierna, dall’altra parte proprio a causa dell’attualità che quella notazione esprime, privata di ogni significato semiologico, permane l’insidia di un approccio acritico e pregiudizievole all’opera d’arte, con conseguente danno per la restituzione in forma esecutiva.
L’edizione Semidiplomatica
L’edizione semidiplomatica compie un primo passo in direzione delle esigenze del moderno esecutore, nel rispetto quasi assoluto della semiografia originale.
Nella sostanza, infatti, essa cede alla richiesta di lettura d’insieme sistemando in posizione verticale le varie voci del contesto polifonico, ma evitando qualunque forma di divisione sistematica della ripartizione ritmica.
Mancano dunque le barre di misura e vengono conservate tutte le indicazioni originali relative al tempo, alla prolazione e alle proporzioni, nonché alle chiavi e alla figurazione della notazione mensurale con la sola eccezione dei gruppi in ligatura che vengono sciolti, con opportuna segnalazione, per ragioni interpretative e mensurali e per esigenze di partitura.
Tuttavia, ancorché l’edizione semidiplomatica si avvalga dei caratteri semiografici dell’editio princeps, si ispira a monte all’edizione moderna da cui trae e accetta tutti gli interventi critici e filologici, dagli eventuali emendamenti agli interventi di musica ficta, dagli scioglimenti delle ligaturae, alla distribuzione sillabica del testo secondo grafia e norme attualizzate.
L’edizione Facsimile
L’edizione anastatica consiste nella riproduzione fototipica similare (in formato ridotto) di un esemplare dell’edizione più antica dellopera presa in esame; benché priva degli adeguamenti e delle integrazioni che la stessa prassi esecutiva coeva richiedeva, essa garante del pensiero del Palestrina, e costituisce lo specimen di riferimento a cui lesecutore moderno o lo stesso studioso potr ricorrere per risolvere eventuali dubbi che potrebbero scaturire dallutilizzo delle due citate edizioni.
A cura del Comitato scientifico
Criteri generali e norme particolari adottate
dall’Edizione Nazionale
I criteri editoriali definiscono l’impianto filologico e metodologico su cui si fonda l’intera Edizione nazionale: dai principi di trascrizione e interpretazione della semiografia originale, alle norme adottate per l’edizione moderna e semidiplomatica, fino ai criteri di scelta delle fonti utilizzate per il facsimile. Il documento è stato messo a punto dal Comitato scientifico internazionale ed è il riferimento metodologico che garantisce coerenza e rigore filologico a tutti i volumi pubblicati.
